Ristorante Giapponese Torino

Takoyaki minamoto

INFO UTILI SU Takoyaki minamoto
INDIRIZZO:

Via Giambattista Bogino, 17/D

TELEFONO:
RANGE DI PREZZO:
€€
ORARI DI APERTURA:
Mar 19:30–22:30
Mer - Ven 12:30–14:30, 19:30–22:30
Sab - Dom 12:00–15:00, 19:30–22:30
TIPO DI CUCINA:
Giapponese · Street food giapponese

Ci sono posti in cui entri già sapendo più o meno cosa ordinerai. Da Takoyaki Minamoto, ovviamente, ero partita con un obiettivo piuttosto chiaro: provare i takoyaki.

Poi però apri il menù, inizi a guardarti intorno e il piano del “assaggio solo un paio di cose” finisce abbastanza velocemente.

Takoyaki Minamoto è una piccola gastronomia giapponese nel centro di Torino, in via Bogino. E quando dico piccola, intendo davvero piccola: pochi tavoli, cucina praticamente a vista e quell’atmosfera raccolta che ricorda molto i minuscoli locali che si incontrano passeggiando per le città giapponesi.

Dietro al progetto ci sono Federica Cavallaro e Koji Shirai, originario di Osaka. Il locale nasce nel 2019 proprio con l’idea di portare a Torino una parte della cucina giapponese più quotidiana e popolare, quella che va ben oltre sushi e sashimi.

E infatti qui il sushi non è il protagonista.

Ovviamente si parte dai takoyaki

Non poteva essere altrimenti.

I takoyaki sono una delle specialità simbolo di Osaka: piccole sfere di pastella cotte nell’apposita piastra e preparate, secondo la tradizione, inserendo un vero pezzo di polpo all’interno di ogni pallina.

E qui ho finalmente capito la differenza.

Di takoyaki ne avevo già mangiati diversi in Italia, ma mai così. Quelli di Minamoto hanno all’interno dei bei pezzi di polpo, grandi, consistenti e perfettamente riconoscibili. Non un ripieno in cui devi andare alla ricerca del polpo: mordi il takoyaki e il pezzo di polpo c’è. E si sente.

Vengono preparati al momento e arrivano bollenti, morbidi e quasi cremosi all’interno, con il contrasto del polpo che mantiene invece la sua consistenza.

Pazzeschi. Senza troppi giri di parole, sono probabilmente i migliori takoyaki che abbia mangiato finora.

E considerando che Koji è originario proprio di Osaka, direi che il nome Takoyaki Minamoto non è stato scelto a caso.

E poi abbiamo iniziato ad ordinare…

Ovviamente non ci siamo fermati ai takoyaki.

Abbiamo iniziato con un onigiri al tonno, semplice ma fatto davvero bene. E forse proprio con piatti così semplici si capisce quanto conti la qualità: riso, ripieno e poco altro, quindi non c’è molto dietro cui nascondersi.

Poi sono arrivate le melanzane con carne macinata, uno dei piatti fuori menù che mi ha piacevolmente. Saporite, morbide e con quel gusto pieno che ti fa continuare a prenderne “solo un altro pezzetto” finché improvvisamente il piatto è vuoto.

Ma la portata più importante è stata il donburi di karaage.

Il donburi è uno dei grandi comfort food della cucina giapponese: una ciotola di riso sulla quale vengono serviti carne, pesce o altri condimenti. In questo caso il protagonista era il karaage, il classico pollo fritto giapponese.

Croccante fuori, morbido e succoso dentro, saporito senza risultare eccessivamente pesante. Insieme al riso diventa uno di quei piatti semplicissimi sulla carta ma tremendamente soddisfacenti.

E sì, la porzione è decisamente generosa.

Non il solito ristorante giapponese

È probabilmente questa la cosa che mi è piaciuta di più di Takoyaki Minamoto.

A Torino ormai trovare un ristorante giapponese non è certo difficile. Trovare invece un posto dedicato a una cucina giapponese più casalinga e da street food, con piatti che normalmente non compaiono nei menù dei classici sushi restaurant, è tutta un’altra storia.

Qui si viene per mangiare takoyaki, karaage, donburi, onigiri e per scoprire un lato diverso della cucina nipponica.

Il locale è minuscolo, quindi prenotare è praticamente obbligatorio, soprattutto nel weekend. Ma le dimensioni fanno anche parte dell’esperienza: pochi posti, ambiente informale e la sensazione di essere capitati in una piccola gastronomia giapponese più che in un ristorante costruito per sembrare tale.

Io sono uscita decisamente soddisfatta.

Abbiamo mangiato davvero bene, mi è piaciuto praticamente tutto quello che abbiamo ordinato e soprattutto è uno di quei posti in cui, già mentre stai finendo di mangiare, inizi a guardare il menù pensando a cosa potresti provare la prossima volta.

E direi che questo, per me, rimane uno dei migliori segnali possibili.

Ci tornerei? Assolutamente sì.